Prima ancora dei prodotti, abbiamo voluto conoscere le persone che li fanno. Apprendere quelle identità che ancora vivono, nonostante il costante appiattimento al quale ogni prodotto, non importa quale, non importa dove, viene sottoposto. Quella continua omologazione del gusto che viene imposta quotidianamente.

 

Questa è una selezione di piccoli produttori tutti con caratteristiche proprie che considerano la tradizione ed il rispetto per la loro terra ed il lavoro un bene irrinunciabile.

 

La filosofia e la cultura che li accomuna:

Ogni produttore rappresenta al meglio il suo territorio e la tipicità dei vini della zona. Aziende a conduzione familiare, con una storia di generazioni. Rispetto della natura e rifiuto di ogni intervento che la violenti. Rispetto della tradizione. Lavorazione diretta della vigna e della vinificazione.

Produzione limitata. La cantina più piccola circa 17.000 bottiglie, la più grande circa 100.000. Nessuna concessione ai gusti internazionali, alle mode, ai circuiti mediatici. Sono queste le condizioni per ottenere sapori autentici, prolungati e piacevolissimi.

Il piacere di scoprire i vini come da più pura tradizione.

Un persiano, un turco, un greco e un arabo stanno discutendo come spendere le loro ultime monete.
“Io voglio dell’Ouzo” esclama il greco. “Io voglio dell’Angur [vino]” controbatte il persiano.
L’arabo e il turco fanno lo stesso, richiedendo del vino nelle loro lingue.

Sta per scoppiare un litigio, quando sopraggiunge un sufi.

Si sofferma ad ascoltarli, poi chiede che diano a lui il loro denaro.

Così fanno ed egli ben presto ritorna con un grappolo di uva luccicante.

”Il mio Ouzo!” esclama il greco. “No, è il mio Angur!” dice il persiano. Idem per il turco e l’arabo.
Tutti sono contenti perché è stato dato loro ciò che chiedevano, ma in un senso più alto.